Archivi categoria: economia

Oltre l’ottusità…

… c’è l’omicidio colposo!

Il FMI Demolisce le Basi Teoriche della Strategia di Austerità
 

Buona serata e lontani dalla TV.

U.

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Buongiorno

“Si può considerare veramente libero un uomo che è nella miseria, che non ha un lavoro e che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli?”

(Sandro Pertini)


Sull’uscita dall’Euro

Da un po’ in effetti sono convinto che la Germania in primis, ma probabilmente le banche dietro di lei, stanno facendo sì che i paesi accedano alle proprie riserve aurifere per pagare il debito, anziché usarsele in proprio per produrre crescita.

Più o meno dallo stesso tempo mi chiedo se non ci siano gli estremi per una denuncia per alto tradimento ai nostri politici, perché l’incompetenza non spiega le mancanze di questi anni.

http://informatitalia.blogspot.it/2013/06/swiss-national-bank-se-litalia-uscisse.html?m=1

Umberto

Inviato da iCloud


Facoltà di Economia

D’abitudine l’università è conosciuta non solo come luogo dedicato all’apprendimento, ma anche come fucina di ricerca ed esperimenti. Di certo vale per la medicina, la biologia, la chimica, le materie diciamo… scientifiche. Non credo si abbia tale spinta in altri campi.

E l’economia? Deve rispondere alle regole della scienza e quindi ricercare, oppure a quelle dell’umanistica e quindi semplicemente tramandare?

Io penso entrambe. Secondo me una facoltà di economia dovrebbe impegnare le alte menti di cui dispone (non ridete: l’Università DEVE avere alte menti al suo interno, altrimenti DEVE chiudere) per ricercare il modo per legare le leggi del denaro a quelle degli uomini. Per legare il benessere e la crescita del denaro e della ricchezza alla condivisione più ampia possibile della ricchezza stessa, facendo sì la ricaduta sia ampia quando non totale.

Sono nato e cresciuto con due sistemi economico/sociali che si chiamavano capitalismo e comunismo. Oggi pare esserne rimasto soltanto uno e questo credo sia deleterio, ma il mio punto è un altro. Nei secoli scorsi non esisteva l’uno, né l’altro, e l’economia aveva regole diverse. Perché allora non iniziare a cercare, dalle università appunto, un nuovo sistema economico? Nuove regole? Un nuovo gioco? Io sono convinto si possa

Forza Giovani Laureandi! Siate il motore che dovete essere!!

Umberto


Sulla violenza, senza (s)favoritismi

Oggi ho risposto a un post del Presidente della Camera su facebook, nel quale la Presidente Boldrini ringraziava Rai Uno… Ma faccio prima a farVi leggere le sue dirette parole:

“Ringrazio Rai Uno per avere dedicato una giornata alla lotta contro la violenza sulle donne. E’ positivo che il servizio televisivo pubblico si spenda su questi temi!”

Più che d’accordo.

La mia risposta fu la seguente:

“La violenza sulle donne va combattuta con tutte le nostre forze, ma contemporaneamente va fatto un lavoro sulla violenza e basta! Finché combatteremo la violenza contro questo o quell’obiettivo, non riusciremo mai a vincere. La violenza va impedita prima che si manifesti, tagliandone le radici. Se non si fa questo, essa troverà sempre uno sfogo e sempre peggiore.”

La violenza è un problema che sento molto, perché la vedo in rivoli dalle svariate forme e allora mi sento di completare il discorso con qualcosa che potrebbe anche non piacere: Ho il timore che ognuno difenda la lotta a una violenza piuttosto che alla violenza. Così si vogliono istituire leggi per il reato di omofobia, così si ratifica una norma (inutile, senza conseguenze in Italia, leggetela) contro il femminicidio. Altri invece invocano, peraltro con violenza essi stessi, leggi a (giusta) difesa degli animali.

Io potrei citare numeri e immagini e dolori di centinai di bambini maltrattati, financo violentati, ogni anno in Italia e allora ecco che l’asticella si sposterebbe e tutto quanto citato prima ricadrebbe nel silenzio anche dei media. Cosa valgono queste battaglie?

Sono io che non lo sento, oppure non c’è nemmeno UN discorso serio sull’argomento?

A me non interessano nuove leggi per difendere le donne, né i bambini, né gli omosessuali, né quelli con un orecchio solo o gli altri con gli occhiali con un’asticella bianca e una rossa! A me interessa che in questo Paese si torni a parlare di cultura. Una cultura del rispetto e dei doveri insegnata nelle scuole, perché là dove le famiglie mancano, DEVE tornare a intervenire la scuola. Si deve puntare ai più piccoli e da questi risalire. Le famiglie non scappino e anzi si trovino aiutate a recuperare queste loro mancanze.

Non significa dimenticare gli adulti però:

Programmi più intelligenti anche nell’intrattenimento (non dovrebbe volerci molto…);

Manifestazioni più serie anche nelle piazze (non so, conferenze aperte per esempio), dove potersi incontrare e affrontare i temi della…

… Parità sessuale (regalando finalmente alla storia i maschilisti e le femministe, due facce della stessa rovina a mio parere, seppur le seconde più comprensibili entro certi limiti);

… della parità sociale, la cui mancanza può essere un fattore scatenante di violenza sugli altri generata dalla frustrazione personale;

… della parità economica, le cui conseguenze sono potenzialmente disastrose,

etc…

Questo è quanto io vorrei sentire. questo è quanto va proposto. Una nuova educazione alla responsabilità, che non può esistere senza un approccio globale e coinvolgente tutte le tematiche inerenti la vita sociale.

Questo è davvero quanto vorrei sentire..

Sono io il sordo…?

Umberto


La vera settimana di carnevale.

In principio fu l’IRI e il suo scandalo che ne portò allo smembramento. Giunse poi tangentopoli dalla quale l’Italia uscì senza più la chimica, settore fino a quel momento faro nel mondo per capacità e innovazione.
Ora siamo forse al compimento di quanto iniziato un paio di anni fa e gli scandali su Finmeccanica e ENI, ci porteranno a perdere due (le ultime?) grandi aziende capaci di operare in maniera vincente sui mercati internazionali. Aziende in grado di creare benessere per il Paese e la sua gente. Aziende, STATALI, in grado di creare benessere, occupazione e crescita.

Penso alle parole dei vari Prodi, Amato, Berlusconi, Casini, Bersani e oggi Monti e Napolitano. Penso a chi di loro è conosciuto come “persona seria” e a chi per il suo esatto contrario, eppure tutti costoro trovano un comune denominatore con altre parole, altri nomi:
IRI,
MONTEDISON,
FINMECCANICA,
ENI.
Tutti partecipanti alla svendita di questo straordinario Paese, che, per una volta mi trovo d’accordo con D’Alema, tanto vorrei fosse normale…

Personalmente non provo rispetto per nessuno di coloro che ho nominato prima e ho una domanda che mi pesa come un macigno… Ma… La magistratura che a colpi di scandali sta aiutando a distruggere questo Paese da 20 anni a questa parte e che troppe volte scavalca il muro e va in Parlamento… è parte integrante del meccanismo, oppure inconsapevole pedina?

Dei giornalisti non fatemi parlare per favore, se penso che serve un esame per entrare a far parte di questa corporazione mi viene da vomitare. (Non per tutti ovviamente)

Trovo conforto solo nella storia. Cammino per Verona, Venezia, lo scorso anno sono tornato a Roma e spero presto di rivedere Firenze. Rifletto su come la storia sia fatta da una curva sinusoidale e ciò che sta su prima o poi scende, ma anche risale. Ma questo può accadere quando il potere è in mano ai singoli Stati e ai loro abitanti, mentre oggi sembra che sia più in alto, detenuto da oligarchi extra-statali che anzi lavorano per svuotare le nazioni delle loro prerogative.
E ci riescono

Non smettiamo di raccontare ai nostri figli cosa è l’Italia. Non cediamoli alla televisione. Non lasciamoli in braccio al vuoto che ci ha circondato

Umberto


Esiste anche la Grecia

Più volte ho dimostrato il mio affetto per la Grecia, madre naturale di tutto ciò che siamo e miseramente tradita dai suoi immondi nipoti.

Vederla così, pur non essendoci mai stato in questa vita, è per me fonte di tristezza senza fine

www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/02/12/visualizza_new.html_97737850.html

Ma noi? Siamo proprio sicuri di essere così lontani da Lei?

Speriamo che le dichiarazioni di stasera di quell’ammasso di burocrati senza coraggio che guidano l’Europa possano permettere un barlume di luce in questo freddo che ci avvolge.

Umberto


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