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Mi ci metto anche io

Oggi ho visto un titolo di un quotidiano, un’apertura addirittura, che diceva, riferendosi alla sentenza sulla fecondazione assistita:
“Oggi è un gran giorno per le donne”. Se non pensassi di non averlo capito, riterrei il titolo come una colossale stupidata, ma siccome non l’ho capito chiedo a voi: che significa “è un gran giorno per le donne”?

Pensavo che avere un figlio fosse una “cosa” che coinvolge almeno due elementi, di prassi maschile e femminile, uomo e donna… Sono così avvolto dal lavoro che mi sono perso qualcosa?


Requiem Aeternam

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Nelle fiamme di un barcone bruciano corpi urlanti e anime silenziose.
Anime voltate da un’altra parte…


Possa essere così

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Possa la Loro voce essere la nostra ed essere ascoltata da tutti.

U.


Nel mio mondo…

Nel mio mondo un premio Nobel per la Pace non lavora incessantemente per convincere gli altri a lanciare bombe.

U.      


Io non capisco

Come scrissi su twitter, giorni fa, non mi capacito del fatto che Assad abbia dato l’ordine di usare armi chimiche contro la propria popolazione. 

Concordo che Assad sia feroce e spietato. Assodato che è un dittatore e della peggior specie. Non si è mai comportato da stupido però… Usare armi chimiche con gli ispettori dell’ONU in casa e con paesi a lui ostili, che altro non aspettavano che quello per attaccare rientra sicuramente nei gesti stupidi e secondo me non gli si addice.

Parlo della guerra degli Stati Uniti con l’Iran da prima di quella con l’Iraq e fatico onestamente a trovare un’altro motivo per questa così forte volontà di bombardare.

Ripenso a come sono andate le cosiddette primavere arabe (che mi permisi di considerare come dei tramonti già lo scorso anno, mentre nascevano) e alle loro conseguenze con gli integralisti islamici al controllo di stati fino a quel momento sicuramente tolleranti e aperti. Penso alla Tunisia. Penso all’Egitto. Mi tocca persino pensare alla Libia. La Siria rientra in questo movimento.

Mi incuriosisce molto che a combattere questo dittatore ci sia Al Qaeda. Nemico storico dell’occidente ora combatte dalla sua parte in difesa della libertà…

Mi fermo qui. Ho mie idee e le ho da parecchio, ma ho anche imparato che il mondo arabo è molto diverso dal nostro per azioni e intenzioni e quindi non mi va di intrufolarmi in una discussione su un mondo che io non capisco, come ritengo non lo faccia il 90% degli occidentali.

Quello che mi preme è sottolineare un’altra cosa che non mi è chiara: gli Stati Uniti hanno come fondamento del proprio sistema giuridico il concetto di “oltre ogni ragionevole dubbio”. Nessuno può essere condannato se esiste un dubbio che possa non aver commesso il fatto per il quale è accusato. Il ragionevole dubbio si elimina con le prove.

Perché questo fondamento viene eliminato? Perché qui non conta? Le prove decisive non ci sono (infatti l’ONU non viene interpellato e non per evitare la Russia secondo me…), anzi per tante se ne producano in una direzione tante altre se ne trovano nell’altra (per esempio qui). Da dove nasce tutto questo accanimento? Da dove nasce tutta questa frenesia in un popolo che considera le vittime civili provocate dai propri bombardamenti nella stessa popolazione che (pare) vada a difendere solo come “danni collaterali”? A me, maliziosa creatura terrestre tutto questo fa pensare a un falso. Altri sono gli scopi, ben diversi dal salvare la popolazione Siriana dal proprio dittatore.

La questione della legalità che ponevo prima ritengo sia importante anche per altre ragioni: si può decidere di combattere contro ogni mostro esistente, ma non lo si può fare rinunciando a se stessi. Se gli USA sono, come ritengo, in mala fede, allora la conseguenza è logica, ma se anche fossero sinceri, rinunciando alle basi della propria cultura non possono che finire nel baratro. (Da soli?)

Questo è ciò che penso riguardo a una situazione che forse non voglio capire, perché l’unica cosa che capisco è che la gente muore. Sempre e comunque. Questo non mi piace. Questo deve finire.

Umberto


Da sapere

Ci sono notizie che non circolano e che invece sarebbe bene lo facessero. Notizie che fanno bene al cuore e danno speranza al mondo.

Veniamo informati tramite il nostro parroco al termine della messa domenicale delle notizie che arrivano dall’Egitto.
Un insegnante di religione musulmana, amico di alcuni cristiani anche qui in Italia, con il quale il sacerdote ha parlato la scorsa settimana, ha avvertito che in Egitto sono state bruciate addirittura 60 chiese in pochissimo tempo. Fin qui ciò che (in parte) sappiamo. Ciò che non sappiamo è però che cittadini musulmani si sono accordati per mettersi davanti alle chiese formando una catena umana per evitare che vengano attaccate. Ciò che non sappiamo è che i cristiani hanno impedito che questo potesse accadere perché: “Le chiese noi le possiamo ricostruire, le vostre vite no”.

Questi gesti di scambio sono l’essenza del vivere insieme. La base di una convivenza che va oltre se stessa per divenire semplicemente vita. Perché la vita è fatta di diversità a ogni livello.

Io penso che queste siano cose che si debbano sapere e non posso non chiedermi perché non vengano portate a conoscenza. Ma temo che “Perché?” sia una domanda retorica.

Potremmo dire che una cosa non esiste solo perché non la conosciamo? No. Essa esiste. Per questo voglio diffonderla.
Non posso lasciare che una (dis)informazione falsa diffonda solo ciò che è male, cancellando il bene che viene fatto e che rappresenta la sola speranza che esista.
Il mio è un misero blog, non sono un giornalista e visto quanto accade nemmeno voglio esserlo, ma sono una persona. Una persona che ha il dovere e deve avere la volontà di lavorare per la Pace.

Una piccola goccia magari…


Buongiorno

“Si può considerare veramente libero un uomo che è nella miseria, che non ha un lavoro e che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli?”

(Sandro Pertini)


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