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Riflessione della sera

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Trilussa, l’Uguaglianza

Questa sta bene con l’articolo precedente.

Fissato ne l’idea de l’uguajanza
un Gallo scrisse all’Aquila: – Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo ‘sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch’io stia fra la monnezza d’un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-

L’Aquila je rispose: – Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa’ amicizzia? So’ disposta:
ma nun pretenne che m’abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l’ale e viettene per aria:
se nun t’abbasta l’anima de fallo
io seguito a fa’ l’Aquila e tu er Gallo.

(Trilussa)


Secondo me va letto

Trascrivo qui il buongiorno di oggi di Massimo Gramellini.

Con la consueta ironia, malcelando una certa tristezza da decadenza, città oggi un problema che alla fine poggia sull’impoverimento della società, che non può che essere conseguenza e purtroppo nuova causa di un impoverimento personale, con la generazione di un terribile effetto “morso di coda”.

Lo copio intero perché purtroppo ho visto gli effetti di questa decadenza sull’esperienza scolastica di mio nipote, considerato “sfigato” perché educato.

Io sono padre e credo che ci sia davvero la necessità che i genitori capiscano quello che è il loro ruolo, perché fatti come quelli sopra e sotto citati significano che i genitori non esistono più. E quindi non esistono più i figli.

Tornerò spesso sul concetto di “ruolo”. Ora ho parlato anche troppo…

U.

“Ci dobbiamo occupare ancora una volta di una brutta storia. T., bambino di nove anni iscritto alla scuola elementare «Don Orione» di Milano, va matto per i congiuntivi e i compagni di classe lo isolano dal gruppo, riempiendo la lavagna di battutacce contro di lui. Quando ho letto la notizia nel blog di Flavia Amabile sul sito, ho trattenuto a stento la mia indignazione. Un bambino che ama i congiuntivi! Quanto imbarazzo, quanta vergogna. Quale futuro potrà mai avere un bimbo che, cito ancora dal blog, «è affascinato dalle parole, ne chiede il significato e poi le usa a proposito»?

Se per disgrazia il problema dovesse protrarsi fino all’età adulta, gli sarebbero precluse moltissime attività, a cominciare da quella politica. Avrebbe serie difficoltà anche in televisione e nei giornali. Il congiuntivo non è solo una brutta malattia degli occhi, ma un modo sbagliato di affrontare la vita. Se incominci a parlare bene, poi desideri pensare bene. E magari – orrore – agire bene. Funziona così, purtroppo. Per fortuna i compagni del piccolo mostro stanno cercando di riportarlo sulla retta via con un sistema quasi infallibile: la legge del branco, che tutti conforma e appiattisce al livello più basso e rassicurante. Pare però che il diavoletto cocciuto persista nell’errore. Di questo passo imparerà a memoria i primi dodici articoli della Costituzione e allora per rieducarlo non basteranno più nemmeno i compagni: bisognerà chiamare direttamente il Trota.”

(Massimo Gramellini)

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41


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