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Violenza sulle donne

CalciDonne


Una carezza per la sera

“Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo. Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno. Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita, rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.”
(Madre Teresa di Calcutta )

Una carezza che nasce da una riflessione stasera. Madre Teresa utilizza un termine che secondo me non è corretto: “insegnare”. Io credo che non si possa insegnare, a nessuno. La tecnica si insegna, la vita no. Si può vivere e dare un esempio. Il cuore del significato però non cambia, anzi si rafforza.

Parlo da genitore, da padre: dal primo giorno di vita di mia figlia vivo tra il desiderio di immutabilità e la curiosità di vedere che donna diventerà, con il nostro pervicace impegno a non creare un nostro clone. Cosa c’è di più bello? Cos’altro se non seguire quel volo vale una vita?

Ecco qui la carezza: quel volo. Per noi genitori, ma anche per gli altri educatori (non riempite, svuotate) e persino per chi figli non ha, poiché i bambini sono il sorriso di tutti.

Possa quel sorriso, unito a una dolce carezza o a un bacio anche da parte mia, essere la culla della vostra buona notte.

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SigilloPiccolo


Tiziano Terzani e l’educazione

“L’educazione dovrebbe cominciare con l’insegnare il valore della non violenza, che ha a che fare poi con tutto: con l’essere vegetariano, col rispettare il mondo, col pensare che questa terra non te l’han data a te, che è di tutti e non puoi impunemente metterti a tagliare e fare buchi”

(Tiziano Terzani)


Eh Già!

Da una bambina sveglia:

“i diritti dei bambini, sono i doveri degli adulti”

(la figlia della blogger che scrive su widepeak)


Secondo me va letto

Trascrivo qui il buongiorno di oggi di Massimo Gramellini.

Con la consueta ironia, malcelando una certa tristezza da decadenza, città oggi un problema che alla fine poggia sull’impoverimento della società, che non può che essere conseguenza e purtroppo nuova causa di un impoverimento personale, con la generazione di un terribile effetto “morso di coda”.

Lo copio intero perché purtroppo ho visto gli effetti di questa decadenza sull’esperienza scolastica di mio nipote, considerato “sfigato” perché educato.

Io sono padre e credo che ci sia davvero la necessità che i genitori capiscano quello che è il loro ruolo, perché fatti come quelli sopra e sotto citati significano che i genitori non esistono più. E quindi non esistono più i figli.

Tornerò spesso sul concetto di “ruolo”. Ora ho parlato anche troppo…

U.

“Ci dobbiamo occupare ancora una volta di una brutta storia. T., bambino di nove anni iscritto alla scuola elementare «Don Orione» di Milano, va matto per i congiuntivi e i compagni di classe lo isolano dal gruppo, riempiendo la lavagna di battutacce contro di lui. Quando ho letto la notizia nel blog di Flavia Amabile sul sito, ho trattenuto a stento la mia indignazione. Un bambino che ama i congiuntivi! Quanto imbarazzo, quanta vergogna. Quale futuro potrà mai avere un bimbo che, cito ancora dal blog, «è affascinato dalle parole, ne chiede il significato e poi le usa a proposito»?

Se per disgrazia il problema dovesse protrarsi fino all’età adulta, gli sarebbero precluse moltissime attività, a cominciare da quella politica. Avrebbe serie difficoltà anche in televisione e nei giornali. Il congiuntivo non è solo una brutta malattia degli occhi, ma un modo sbagliato di affrontare la vita. Se incominci a parlare bene, poi desideri pensare bene. E magari – orrore – agire bene. Funziona così, purtroppo. Per fortuna i compagni del piccolo mostro stanno cercando di riportarlo sulla retta via con un sistema quasi infallibile: la legge del branco, che tutti conforma e appiattisce al livello più basso e rassicurante. Pare però che il diavoletto cocciuto persista nell’errore. Di questo passo imparerà a memoria i primi dodici articoli della Costituzione e allora per rieducarlo non basteranno più nemmeno i compagni: bisognerà chiamare direttamente il Trota.”

(Massimo Gramellini)

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41


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