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Senryu erotico

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schiude le labbra

scintilla una goccia

fiume perlato


Haiku

occhi selvaggi

scrutano le tenebre

piangendo di noi


Pensiero per la sera

 

 

– Vicino a Tokyo viveva un grande samurai, ormai anziano, che si dedicava a insegnare il buddismo zen ai giovani. Malgrado la sua età, correva la leggenda che fosse ancora capace di sconfiggere qualunque avversario. Un pomeriggio, si presentò un guerriero, conosciuto per la sua totale mancanza di scrupoli. Era famoso perché usava la tecnica della provocazione:
aspettava che l’avversario facesse la prima mossa e, dotato com’era di una eccezionale intelligenza che gli permetteva di prevedere gli errori che avrebbe commesso l’avversario, contrattaccava con velocità fulminante. Il giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro. Conoscendo la reputazione del samurai, egli era lì per sconfiggerlo e accrescere in questo modo la propria fama. Tutti gli allievi si dichiararono contrari all’idea, ma il vecchio accettò la sfida. Si recarono tutti nella piazza della città e il giovane cominciò a insultar

e il vecchio maestro. Lanciò alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò in faccia, gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo addirittura i suoi antenati. Per ore fece di tutto per provocarlo, ma il vecchio si mantenne impassibile. Sul finire del pomeriggio, quando ormai si sentiva esausto e umiliato, l’impetuoso guerriero si ritirò. Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato tanti insulti e tante provocazioni, gli allievi gli domandarono: “Come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada, pur sapendo che avreste potuto perdere la lotta, invece di mostrarvi codardo di fronte a tutti noi?”. “Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli. “Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”. –
(Paulo Coelho. Il dono degli insulti)

Taiko, The Sound of Japan

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Taiko, The Sound of Japan

Il tamburo che batte come il cuore nel petto da il ritmo alla vita e riporta alla realtà nuda e cruda, senza la melodia che ci costruiamo sopra, le parole che si perdono nel vento.

Tamburo è il battito del cuore
Tamburo è il tuono nel temporale
Tamburo è il boato del terremoto

Tamburo è… ?


Sumi-e

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dita decise

ascose vie scrutano

rumore tace

Queste sono le sensazioni che mi ha lasciato la mostra del Maestro Shinohara a Venezia. Il mio consiglio è andarci, qualora fosse possibile (è aperta fino al 23 Maggio). Non per ammirare un pittore giapponese, ma un cantore dei sogni.

Vivere con i sogni mezzi aperti è un po’ una mia prerogativa e qui ho capito cosa significa farlo, portando il concetto a livello di Arte.

Davvero. Sono davvero entusiasta.

In più… la mostra è a Venezia… Per chi può, mica ci vogliono scuse per andare a Venezia, no? Io sono partito dal lago di Garda, non è poi così lontano.

 


Tanka

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Toccherà a me
La ruota della vita
Sarà sanata

Maschere si rompono
Filtra luce di verità


Haiku #011

La delusione
È un momento fatto
Di amnesie


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