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Dio ci precede

“Dio ci precede”

Che bello questo concetto espresso oggi da Papa Francesco.

La festa dei Re Magi ci ricorda che la Luce è sempre davanti a noi. Indipendentemente dal nome che Le diamo. Io userò quello di Dio, nell’accezione del “Grande Mistero” che mi piace tanto.

Dio è sempre davanti a noi.

Non è una situazione fissa. Non è una meta immobile da raggiungere, anzi.

È Dio che si mette in movimento verso di noi. Perché si muovono i Magi se non per una chiamata? Essi non si mettono in cammino perché non hanno altro da fare, ma cercano con precisione ciò che gli astri hanno detto loro di trovare. Essi sono stati chiamati a muoversi. 

Dio ci precede.

Egli sempre compie il primo atto e poi aspetta pazientemente che noi si compia il nostro passo. Ritengo che questo sia uno degli insegnamenti da tenere più presenti: non vi è altro che fare. Fare per primi. Senza aspettare per chissà quali diritti di dover solo ricevere. Il primo fare addirittura non è nemmeno verso gli altri, bensì verso noi stessi e fa rima con “andare”. Non rimanere fermi in attesa di un futuro inconoscibile, ma mettersi e restare in cammino con occhi, braccia e cuore aperto, verso quello che quel futuro ci riserva.

Buona festa dei Magi. Possa sempre splendere la Luce della Stella a luce e guida del Vostro cammino e come dice lo spazio riservato all’iscrizione a questo blog… “4 passi insieme…?”

Umberto


Light

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Una riflessione per la sera

Banale… La sanno dire tutti… Però…

Fin quando si potrà anche solo ricordare o immaginare un raggio di luce, Loro NON vinceranno!


Aprire le imposte

L’unica cosa che troppe persone sembrano desiderose di condividere sono le proprie catene.

Non un sorriso, non un progetto, solo la propria frustrazione.

E come sono bravi in questo! Vite passate a non scegliere, subendo qualunque cosa e pronti ad arrabbiarsi se gli altri sono invece capaci di respirare e sono desiderosi di alzare gli occhi al cielo e guardare verso il sole.

Forse ciascuno ha il diritto persino di rovinarsi la vita, ma di certo non ne ha di rovinarla agli altri, imponendo loro le proprie miserie. Interiori, perché non sto parlando di stati di salute (anche se…).

A ben pensarci, nemmeno condivido il (presunto) diritto di ognuno di rovinare (nemmeno) la propria di esistenza, perché se vivere può magari non essere inteso come un dono, è comunque sempre un’occasione.

Non abbiamo la vita che vogliamo? In primis sappiamo davvero come la vorremmo? E poi… abbiamo un’idea di quanti vorrebbero poter vivere ciò che a noi fa schifo? Quanti vorrebbero essere nelle condizioni di fare quelle scelte che noi rifiutiamo?

Ma questo è già un pensare avanti, perché presuppone una relazione con il mondo esterno. Rimaniamo invece nel piccolo universo buio e solitario di costoro: quali azioni compiono affinché ciò che non va cambi? Quali azioni hanno compiuto affinché ciò che è fosse altrimenti?

Forse che sia possibile al mattino lasciar entrare la luce del sole, senza aver almeno compiuto il gesto di aprire le imposte?

E se… se invece fossero contenti di ciò che hanno, perché così limitati e piccoli da non saper immaginare altro? Se il loro fastidio venisse da chi gli mostra una realtà diversa? Dobbiamo accettare che la loro piccolezza sia un limite per chi così non è? Dobbiamo accettare e giustificare queste mentalità, anche quando procurano sofferenze agli altri, soprattutto a chi sta loro vicino? Tante volte siamo di fronte a un rapporto di parità ed entrambe le parti vivono lo stesso vuoto, ma quando non è così? (O non lo è più…?) Possiamo accettare che qualcuno voglia rinchiudere anche gli altri nel suo buio e tenga le chiavi ben strette, così che nemmeno questi possano vedere la luce?

No! Secondo me, no!

Attenti coloro che impongono un sopruso sugli altri!

Attenti coloro che li difendono, poiché sono corresponsabili delle lacrime che causano!

Umberto


Haiku alle nubi

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Il cielo nero

Rende cupa la mente

Non il mio cuore

SigilloPiccolo


Faro e Oceano

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Outstanding Lighthouses of France by Frank Mulliez

Che meraviglia il faro. Non dev’essere facile viverci, ma assolutamente magico.

Il faro non è una costruzione senza vita: esso sta di fronte al “suo” oceano, che non potrebbe essere un altro, e lo illumina unendo lo scintillìo delle acque al chiarore delle stelle nel cielo, né l’oceano lo ignora, correndo spesso ad abbracciarlo, quando il livello sale, a volte con un impeto che varrebbe una vita trasformato in passione.

Sì, adoro i fari. Adoro il sogno che vedo nel guardare il faro e il suo oceano


Ti vedo splendente

Ti vedo splendente così come sei

E felice cammino venendoti incontro

Eppur sempre quando credo di averti raggiunta

Te ne vai.

Come una nave in balia delle onde in tempesta

Cerco fuga e sostegno nei barlumi di quiete

Ma presto la spuma mi riporta alla gogna

E mi rotola e smuove da sponda a sponda

Quanta strada ho da fare?

Che cosa mi attende?

Quali prove hai deciso io debba subire?

Ma il nemico più grande la lotta più dura

È dentro di me

Esso sempre mi osserva e ti guarda sornione

A ogni accenno di calma mi chiama repente

Con la coda strisciante e la mela nel palmo

Chiedo Forza

La Imploro!

Di non prenderne assaggio

Ma è sì bello il colore attraente la buccia

Chiusi siano i miei occhi!

Ostruiti gli orecchi!

Solo il cuore in mia vece cammini nel mondo

Esso solo sa il vero magnifico gioco

dell’Amore sincero che nulla richiede

Chiedo Forza

La imploro

Per non cadere sfinito

Ma non mio è il volere che vada esaudito

Troppe sono le cose che ho da meritare

Troppo è forse indecisa la via da seguire

Non posso che alzarmi e continuare a sperare

Che il mio cuore conosca le parole da dire


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