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Dio ci precede

“Dio ci precede”

Che bello questo concetto espresso oggi da Papa Francesco.

La festa dei Re Magi ci ricorda che la Luce è sempre davanti a noi. Indipendentemente dal nome che Le diamo. Io userò quello di Dio, nell’accezione del “Grande Mistero” che mi piace tanto.

Dio è sempre davanti a noi.

Non è una situazione fissa. Non è una meta immobile da raggiungere, anzi.

È Dio che si mette in movimento verso di noi. Perché si muovono i Magi se non per una chiamata? Essi non si mettono in cammino perché non hanno altro da fare, ma cercano con precisione ciò che gli astri hanno detto loro di trovare. Essi sono stati chiamati a muoversi. 

Dio ci precede.

Egli sempre compie il primo atto e poi aspetta pazientemente che noi si compia il nostro passo. Ritengo che questo sia uno degli insegnamenti da tenere più presenti: non vi è altro che fare. Fare per primi. Senza aspettare per chissà quali diritti di dover solo ricevere. Il primo fare addirittura non è nemmeno verso gli altri, bensì verso noi stessi e fa rima con “andare”. Non rimanere fermi in attesa di un futuro inconoscibile, ma mettersi e restare in cammino con occhi, braccia e cuore aperto, verso quello che quel futuro ci riserva.

Buona festa dei Magi. Possa sempre splendere la Luce della Stella a luce e guida del Vostro cammino e come dice lo spazio riservato all’iscrizione a questo blog… “4 passi insieme…?”

Umberto


Possa essere così

angel4s

Possa la Loro voce essere la nostra ed essere ascoltata da tutti.

U.


Buongiorno

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”

(Karol Wojtila)


Tarcisio I da Roma

www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-fermi-tutti-mentre-nuzzi-torna-sul-luogo-del-corvo-espiatorio-legando-le-dimissioni-51047.htm

Tratto da un tweet proveniente dal sito Dagospia


Fulmine su San Pietro

A volte le coincidenze, pur non meritando più importanza di quanta ne abbiano, sono davvero “particolari”


Il Papa non c’è più. Viva il Papa

Sì, anch’io…

Stamattina un post scritto con la delicatezza che Le appartiene da una blogger che seguo, mi ha fatto nascere un commento, che qui riporto un po’ più elaborato come post.

Più volte questa mattina ho letto frasi di compiacimento per le dimissioni del Papa, gesto che viene messo a confronto con l’abitudine tutta italiana di rimanere incollati alle poltrone, come se fossero cucite ai pantaloni (di qui i maggiori posti occupati dagli uomini rispetto alle donne). Personalmente non lo ritengo fattibile. Quando si parla della Chiesa, nel bene e nel male, si parla di qualcosa di molto più grande della nostra Società e il ruolo del Papa è su un piano ben diverso dalle nostre meschinità quotidiane. Almeno dovrebbe.

Non ho amato Ratzinger come Papa, ma lo reputo una persona che crede in ciò che fa, per questo non motivo il suo gesto in altra maniera dall’esser convinto di far qualcosa di buono per la Chiesa. Da questo punto di vista, guardo d’istinto al gesto del Papa come un atto di responsabilità. Questa però è una opinione personale, come le altre non motivabile da notizie, poiché come sempre nelle cose della Chiesa noi sappiamo niente.

Riguardo allo stato fisico… Abbiamo avuto un predecessore che è stato ben peggio e che pure non è sceso dalla Croce. Abbiamo avuto una prima pietra della Chiesa che con il suo “Quo Vadis Domine?”, dettato mentre scappava, dovette tornare per farsi crocifiggere, poiché “non si scende dalla Croce”. Insomma, il gesto è troppo complicato per parlare solo di dimissioni. Troppo pesante e grande e oscuro per essere a favore o contro.

Abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto. Persino di un attentato programmato alla sua persona. Per quanto ne sappiamo noi, il Papa sta agendo con responsabilità nella stessa misura nella quale potrebbe star scappando.

Non riesco a schierarmi. Non lo ritengo giusto, né possibile. Riesco soltanto a tacere e a cercare di capire cosa ne verrà fuori. Rispetto. Questo sì.

Umberto


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