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Ragazzi italiani brillanti ma con competenze generiche

Tanto per avanzare nel discorso

Ragazzi italiani brillanti ma con competenze generiche
http://www.linkiesta.it/problem-solving-matematica

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Gramellini

Non ripubblico il buongiorno di Gramellini, per parlare di B., cosa della quale sono molto stufo e la ripetizione della quale credo anche sia una delle ragioni del blocco di ogni cosa in questo paese (volutamente con la p minuscola). Condivido l’articolo per esaltare quella parte focale che si deve imprimere sulla società e conseguentemente su ognuno di noi.

A dire il vero, l’aspetto sociale è ben peggiore di quello personale….

Barbara Frank

I figli di B si sentono perseguitati come gli ebrei ai tempi di Hitler. La fonte della rivelazione è estremamente autorevole: B. In un libro di Vespa, tra l’altro. E allora perché ne parli? (Me lo domando da solo). Per analizzare il meccanismo che ha cambiato l’informazione e un po’ le nostre teste. Funziona così: da vent’anni, quasi ogni giorno, B pronuncia una sciocchezza terrificante, contraria al buonsenso e al buongusto. La sciocchezza ha lo scopo di ribadire l’unica idea forte su cui B ha costruito il suo successo in politica: il vittimismo. Gli italiani adorano i vittimisti. Perciò un uomo che ha fatto affari con tutti i regimi e tutti i governi adora raccontarsi al suo popolo come il capro espiatorio di un’oscura macchinazione. B come i pellerossa, come gli ebrei, prossimamente come i migranti di Lampedusa. La scempiaggine provocatoria rimbalza sui siti e in tv, suscitando il commento divertito dei comici e quello indignato delle vittime vere. Ci cascano tutti. Ci cascano sempre. Per pigrizia, rabbia, automatismi strani. E la reazione alimenterà nel popolo di B il convincimento che lui sia veramente una vittima.  

 La tempesta di sabbia sollevata dalle panzane del Grande Incompreso è violenta ma breve, al pari di ogni altra emozione nella civiltà delle immagini. Il giorno dopo è già svanita nel nulla, lasciando un vuoto nevrotico che la prossima sparata provvederà a riempire. È una malattia di cui abbiamo inoculato il morbo. Non so chi perseguiti i figli di B. Ma mi sono fatto un’idea di chi, da vent’anni, perseguita noi.

fonte originale: il buongiorno di Gramellini 07/11/2013

 


Qualcosa non torna

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Siamo tutti il signor G

Da rivedere con assidua continuità!

 


Facoltà di Economia

D’abitudine l’università è conosciuta non solo come luogo dedicato all’apprendimento, ma anche come fucina di ricerca ed esperimenti. Di certo vale per la medicina, la biologia, la chimica, le materie diciamo… scientifiche. Non credo si abbia tale spinta in altri campi.

E l’economia? Deve rispondere alle regole della scienza e quindi ricercare, oppure a quelle dell’umanistica e quindi semplicemente tramandare?

Io penso entrambe. Secondo me una facoltà di economia dovrebbe impegnare le alte menti di cui dispone (non ridete: l’Università DEVE avere alte menti al suo interno, altrimenti DEVE chiudere) per ricercare il modo per legare le leggi del denaro a quelle degli uomini. Per legare il benessere e la crescita del denaro e della ricchezza alla condivisione più ampia possibile della ricchezza stessa, facendo sì la ricaduta sia ampia quando non totale.

Sono nato e cresciuto con due sistemi economico/sociali che si chiamavano capitalismo e comunismo. Oggi pare esserne rimasto soltanto uno e questo credo sia deleterio, ma il mio punto è un altro. Nei secoli scorsi non esisteva l’uno, né l’altro, e l’economia aveva regole diverse. Perché allora non iniziare a cercare, dalle università appunto, un nuovo sistema economico? Nuove regole? Un nuovo gioco? Io sono convinto si possa

Forza Giovani Laureandi! Siate il motore che dovete essere!!

Umberto


Sulla violenza, senza (s)favoritismi

Oggi ho risposto a un post del Presidente della Camera su facebook, nel quale la Presidente Boldrini ringraziava Rai Uno… Ma faccio prima a farVi leggere le sue dirette parole:

“Ringrazio Rai Uno per avere dedicato una giornata alla lotta contro la violenza sulle donne. E’ positivo che il servizio televisivo pubblico si spenda su questi temi!”

Più che d’accordo.

La mia risposta fu la seguente:

“La violenza sulle donne va combattuta con tutte le nostre forze, ma contemporaneamente va fatto un lavoro sulla violenza e basta! Finché combatteremo la violenza contro questo o quell’obiettivo, non riusciremo mai a vincere. La violenza va impedita prima che si manifesti, tagliandone le radici. Se non si fa questo, essa troverà sempre uno sfogo e sempre peggiore.”

La violenza è un problema che sento molto, perché la vedo in rivoli dalle svariate forme e allora mi sento di completare il discorso con qualcosa che potrebbe anche non piacere: Ho il timore che ognuno difenda la lotta a una violenza piuttosto che alla violenza. Così si vogliono istituire leggi per il reato di omofobia, così si ratifica una norma (inutile, senza conseguenze in Italia, leggetela) contro il femminicidio. Altri invece invocano, peraltro con violenza essi stessi, leggi a (giusta) difesa degli animali.

Io potrei citare numeri e immagini e dolori di centinai di bambini maltrattati, financo violentati, ogni anno in Italia e allora ecco che l’asticella si sposterebbe e tutto quanto citato prima ricadrebbe nel silenzio anche dei media. Cosa valgono queste battaglie?

Sono io che non lo sento, oppure non c’è nemmeno UN discorso serio sull’argomento?

A me non interessano nuove leggi per difendere le donne, né i bambini, né gli omosessuali, né quelli con un orecchio solo o gli altri con gli occhiali con un’asticella bianca e una rossa! A me interessa che in questo Paese si torni a parlare di cultura. Una cultura del rispetto e dei doveri insegnata nelle scuole, perché là dove le famiglie mancano, DEVE tornare a intervenire la scuola. Si deve puntare ai più piccoli e da questi risalire. Le famiglie non scappino e anzi si trovino aiutate a recuperare queste loro mancanze.

Non significa dimenticare gli adulti però:

Programmi più intelligenti anche nell’intrattenimento (non dovrebbe volerci molto…);

Manifestazioni più serie anche nelle piazze (non so, conferenze aperte per esempio), dove potersi incontrare e affrontare i temi della…

… Parità sessuale (regalando finalmente alla storia i maschilisti e le femministe, due facce della stessa rovina a mio parere, seppur le seconde più comprensibili entro certi limiti);

… della parità sociale, la cui mancanza può essere un fattore scatenante di violenza sugli altri generata dalla frustrazione personale;

… della parità economica, le cui conseguenze sono potenzialmente disastrose,

etc…

Questo è quanto io vorrei sentire. questo è quanto va proposto. Una nuova educazione alla responsabilità, che non può esistere senza un approccio globale e coinvolgente tutte le tematiche inerenti la vita sociale.

Questo è davvero quanto vorrei sentire..

Sono io il sordo…?

Umberto


Buongiorno

“Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.”

(V. Hugo)


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